Ho buttato un occhio dietro, c’era seduta una donna con dei capelli così brutti che mi vergognavo io per lei. Ecco il mio solito giudicante esistere. L’odore era quello dei treni. Un miscuglio di vite di altri e di tempo stantio. Come capita nei mezzi che servono giusto ad occupare il tempo di uno spostamento. Perché così è per i treni, o gli autobus in fondo. Contenitori di spostamento, altro non sono. Diventano carnaio, ma lo fanno senza malizia. Senza volerlo. Credo sia per lo svilimento del ruolo. Per stima negata insomma. Ho la faccia così addomentata che ho paura di sbavare. Oltre questo particolare quasi denigrante oggi c’è in me una forza abbastanza grande. Che non mi servirà ora. Credo proprio di no. Ma tornerà utile, ne sono certa… è come me lo sentissi da qualche parte.
Questa forza di oggi sarà presto importante.
Per me e chissà per chi altri…

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