Quando un tempo sembra irrimediabilmente perso. Non ti curar di loro …ammesso sia edificante. Hai tutte le tue durezze ripiegate bene in tasca e io povara figlia mi trattengo di silenzio. Pensavo si potesse sempre scegliere e banalmente scrivo giusto per trovare una finzione. Un rassegnato senso di colpa quando mi lamento del mio niente, oltre l’esistere l’insistere e un cappotto troppo lungo. Di ogni cosa riconosco il peso specifico, la consistenza casualmente l’odore. Di ogni cosa mi importa come fosse l’ultima a volte. Straziante. Come scegliere termini troppo dilatati per spiegare semplicemente una qualche delusione. Dicono sia inverno.

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