Lo stupore
quello cerco dentro a certi occhi. Ho tante colpe,
ma niente verrà a portarmi via da quello che ho trovato/che mi ha trovato.
Ad un certo punto lo sai – sai quello che vuoi e quello che non vuoi – che lo strazio di una ricerca vana avvelena e secca la bocca.
La vita è un tempo infame
puoi pensarla bella solo con indifferenza/senza accorgertene/senza pretendere.
La solitudine mi sta nascosta nelle tasche,
di tanto in tanto la tocco. Per ritrovarla.
Diventa un gioco al massacro. Una pioggia di scintille infuocate
poi polvere densa e basta.
Resto a guardare senza stupore, non ce l’ho più da tanto
lui/per me.
Semplice divenire/diventato ostinato.

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