Non c’è poi molto da dire, almeno non credo. Succedono cose e io faccio capriole come se mai mi bastasse il tempo. Non c’è davvero molto da dire. E’ come un suono ipnotico questo mio stare sulla terra. La vita di tutti e poi ancora la mia. Le possibilità che la violenza di certe azioni toglie e tutto quello che inorridisce il respiro. Un livido sulle cosce fredde. La vita di lei che si indurisce di scelte. La vita di lui che se ne va senza che nessuno possa nulla. Ancora un finale di infame grazia. Gli occhi d’amore di te che mi cerchi per franare e io che non dondolo più per addormentarmi. Ho un fremito lungo il palato, è un ricordo magari. Un ripensamento. Un pensiero di ora/forse niente…

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