Ho bisogno
di passioni e visioni
di ritrovare gli istinti
di liberarmi da ogni approssimazione
di essere espressione autentica
di ogni mia possibile espressività.
Ho bisogno, giuro
mentre per tutto il resto senza resa
vivo.

image

Foto:mia

Responsabile di ogni respiro stai.
Bella. Con in testa una canzone e poco altro.
Se gli attimi fossero sigilli senza pretesa
potremmo essere felici sempre.
Tendenti ad un qualche possibile…
brillante. Per te e per chiunque altro.
Ho in testa la gioia e poi
gli occhi di chi ancora non incontro mai.

Ho buttato un occhio dietro, c’era seduta una donna con dei capelli così brutti che mi vergognavo io per lei. Ecco il mio solito giudicante esistere. L’odore era quello dei treni. Un miscuglio di vite di altri e di tempo stantio. Come capita nei mezzi che servono giusto ad occupare il tempo di uno spostamento. Perché così è per i treni, o gli autobus in fondo. Contenitori di spostamento, altro non sono. Diventano carnaio, ma lo fanno senza malizia. Senza volerlo. Credo sia per lo svilimento del ruolo. Per stima negata insomma. Ho la faccia così addomentata che ho paura di sbavare. Oltre questo particolare quasi denigrante oggi c’è in me una forza abbastanza grande. Che non mi servirà ora. Credo proprio di no. Ma tornerà utile, ne sono certa… è come me lo sentissi da qualche parte.
Questa forza di oggi sarà presto importante.
Per me e chissà per chi altri…

Chiudono le finestre quasi tutti, ad una certa ora della sera. Spengono i soffitti. – Fallo per me. Sai negare? – Ho stretto un po’ di tempo a lui, che è mio e tanto di quello che abbiamo saputo darci. Importanze, spesso violentate da stupidità. Spesso dimenticate addosso a chi arriva. Uno sconosciuto. Una finzione del sentire. L’insignificante divenuto pieno di senso per una qualche debolezza dell’anima. – Nega. Puoi farlo per me? – Tanto sa tornare sottile sottile ogni smarrimento emotivo. Che sembrava rara bellezza. Che ti imponeva la superba ricerca di un posto in cui infilarti. Passa. L’imperfetto esistere e tutto quello che non basta mai. La sera con i soffitti spenti certe volte mi fa paura. Almeno quanto la possibilità fallace di questo mio stare al mondo. Abbiamo segnato l’autostrada di linee verticali tendenti ad un qualche infinito realizzabile, magari solo per un tempo brevissimo. Magari. C’era il silenzio a rinfrescarci la faccia e qualche parola detta per sano disagio. Una vita fa stavamo come ora, può sembrare tempo perso ma non lo è per noi. La pazienza dei ragni e la furia zitta delle montagne. – Vieni a negare. Non ti chiedo poi molto. – Forse è solo nostalgia, immagino. Di visioni contorte sono costantemente vittima. Alterazioni come immunodeficienze sistemate tra compassione e rassegnazione. Io nego.

Quando un tempo sembra irrimediabilmente perso. Non ti curar di loro …ammesso sia edificante. Hai tutte le tue durezze ripiegate bene in tasca e io povara figlia mi trattengo di silenzio. Pensavo si potesse sempre scegliere e banalmente scrivo giusto per trovare una finzione. Un rassegnato senso di colpa quando mi lamento del mio niente, oltre l’esistere l’insistere e un cappotto troppo lungo. Di ogni cosa riconosco il peso specifico, la consistenza casualmente l’odore. Di ogni cosa mi importa come fosse l’ultima a volte. Straziante. Come scegliere termini troppo dilatati per spiegare semplicemente una qualche delusione. Dicono sia inverno.

Si diventa riva umida che accoglie immobile
relitti di umane fragilità/resti bagnati di sogni qualsiasi.
Denti da latte e conchiglie…
Siamo solo probabilità prive di appartenenza e di assoluti.
Vergogna del giusto tra attimi di finta rassegnazione.
Ornamento per vite sciupate/magari candide speranze assopite.

tumblr_nduawrIdoq1qakafjo1_1280Era serena mentre mi raccontava ogni cosa. Si spostava i capelli di lato e un po’ si mordeva le labbra. Molte cose sapevano turbarla e di questo, che ancora intimamente accadeva, lei era felice. Tornavano i desideri e la volontà di saperli riconoscere. Affascinava perché credeva. Lei credeva. Come fosse una promessa a cui mai avrebbe potuto rinunciare. Fatta a se stessa. Alla sua vita.

Troppi volti di pelle secca
l’unicità non esiste.
Avrei bisogno di calore
che non si disperda.
Che non si disperda
in illusioni.

Siamo armi sempre cariche
probabili omicidi
sicuri suicidi.

Lo stupore
quello cerco dentro a certi occhi. Ho tante colpe,
ma niente verrà a portarmi via da quello che ho trovato/che mi ha trovato.
Ad un certo punto lo sai – sai quello che vuoi e quello che non vuoi – che lo strazio di una ricerca vana avvelena e secca la bocca.
La vita è un tempo infame
puoi pensarla bella solo con indifferenza/senza accorgertene/senza pretendere.
La solitudine mi sta nascosta nelle tasche,
di tanto in tanto la tocco. Per ritrovarla.
Diventa un gioco al massacro. Una pioggia di scintille infuocate
poi polvere densa e basta.
Resto a guardare senza stupore, non ce l’ho più da tanto
lui/per me.
Semplice divenire/diventato ostinato.

tumblr_li7av8vVJw1qg27nto1_500Le mani bollenti, la gamba destra che non sa fermarsi, l’ultima e poi basta, il desiderio che si mette verticale/dentro/infilzato nel desiderare, quello che è giusto e quello che è sbagliato, l’herpes sulla bocca, la madre di ogni consapevolezza che soffia l’ultimo fiato

 è tardi

in questo compromesso di parole e tempo proprio non so più starci.
Vorrei qualcuno nei fianchi capace
di scrivere, di sentire, di illudersi, di non resistere
di fare tutto

senza poi fare niente.

tumblr_lfk5toyEdw1qbsx6do1_500

Qualcosa mi costringe lontana. Poi la leggerezza degli attimi.
So bene che ogni cambiamento è lento…

Si torna indietro e dopo mille passi avanti e dopo a terra
e dopo ancora avanti.

Ho repulsione per tutte le vie di mezzo.
Per chi sta ma non sta mai alla fine.
Non mi fido. Credo. L’ego smisurato di alcuni mi imbarazza
e la loro presunzione nel continuare a nutrirlo.
Sarà un giorno presumibilmente difficile. Sorrido.
Era tanto bello amare. Ti faceva l’anima gonfia.

Vorrei sinceramente qualcosa in cui travolgermi.
Lo so, ora vi sembrerà questa la solita roba di disincato e depressione che ormai siamo soliti leggere… ma vi giuro che non è così
Io ho sinceramente bisogno di travolgermi.

roberta.jpg

Corrimi sulla schiena. Ancora sai farlo. Il mare si asciuga all’orizzonte e qui non arrivano più onde. Abbiamo altri santi per pensarci invincibili e tutto ci soffoca il collo. Non importa/non importa a nessuno. Qualcosa che somiglia ad una volontà. Mi sento bene, in fondo. Circondata da istinti buoni ho lasciato scorrere i giorni, potevo di più sicuramente ma non importa. L’ultimo chiude la porta. Sempre.  Come un glicine di grazia imponente/io. Corrimi sulla schiena tu che ancora sai farlo…

Non c’è poi molto da dire, almeno non credo. Succedono cose e io faccio capriole come se mai mi bastasse il tempo. Non c’è davvero molto da dire. E’ come un suono ipnotico questo mio stare sulla terra. La vita di tutti e poi ancora la mia. Le possibilità che la violenza di certe azioni toglie e tutto quello che inorridisce il respiro. Un livido sulle cosce fredde. La vita di lei che si indurisce di scelte. La vita di lui che se ne va senza che nessuno possa nulla. Ancora un finale di infame grazia. Gli occhi d’amore di te che mi cerchi per franare e io che non dondolo più per addormentarmi. Ho un fremito lungo il palato, è un ricordo magari. Un ripensamento. Un pensiero di ora/forse niente…

tumblr_lk5y5fQ7V71qgfzbwo1_500

Non trovo rigore per certe cose.
Nascono non so bene dove e poi lì restano.
Per un tempo lunghissimo
scalze di desolazione, forse.
Abbandonate.
Poi succede che un rumore,
un immagine, un odore, qualcosa
le fa tornare ad avvolgermi.
Succede sì ed io sospiro.

tumblr_n0ink56iZy1rvwkrfo1_1280

Facciamo come quando mi diverto. Tra/in mente. La notte che ieri si è inchinata è stata piacevole giri e rigiri con un po’ di fresco a lucidare le facce e tutto il romantico possibile in questi giorni negli occhi di chi mi ha detto con il respiro lento e sereno “andiamo a bere”. Un’aspettativa neanche troppo prepotente stava appesa su questa settimana ed è rimasta così. Ma va bene che tanto basta lo stesso. Ho lasciato al caso ogni cosa ed è stato bello. Nei pressi della serata ho discusso giusto un attimo sulla vita sul viversela sulle scelte estreme e mi spaventa l’inclinazione costante di alcune persone al giudizio. Poi mi rendo contro che partorire considerazioni tra chi non ha la minima intenzione di considerare è un tempo lussuoso che devo smettere di sprecare. Ho voglia di pane e di emozioni. Di qualche desiderio pronto a compiersi. Di stare bene.

tumblr_m1vj8mAMi51qhoudzo1_1280
Descrivere certe cose è impossibile. Stanno là e tu lo sai e questo basta e lasci che stiano senza più ossessionarti. Tutti gli animali stanchi che mi circondano. Bestie che sbavano di incompiuto e si trascinano. Quello che non vorrei mai essere. La mia vita o forse solo il mio vivere… sta cambiando così tanto. Avrei voglia di raccontarti mille cose, ti vorrei di purezza infinita e mia. Però certe cose ora stanno solo là… e ti basta sapere questo e lasci che abbiano ancora luce e sorridi. Ho trovato tanto ed ora ho il cuore più fermo. Lascio a lui il suo posto senza straziarlo. Mi sono chiesta se la vera essenza stia solo negli attimi, nel passare veloce di ogni cosa. Lo spessore intimo di ogni emozione è giusto un attimo. Siamo noi sempre che dobbiamo dilatarlo. Fino a consumarlo. 
Dobbiamo dilatare l’attimo/espanderlo/denaturalizzarlo fino a perderlo.
L’essenza di noi/pura.
Nell’attimo
per salvarci in eterno.

laura-makabresku_14Nella notte aveva accolto le lusinghe ed era stata felice. Quella luna sempre lì, sullo stesso davanzale di vita ormai muta/immutabile. Lei e quelle sue bellezze che sole si sistemano come devono. Le era stato detto di quanto fosse speciale, nella notte mentre il fiato di tutti si liberava. Immobile a guardare quella faccia complice e scomposta di emozioni. Per prendersi l’esistere e non pentirsi mai, ancora una volta, di nulla.